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Adempimenti del D.Lgs 81/08 TESTO UNICO.

La sicurezza in Azienda. ADEMPIMENTI RELATIVI AL D.Lgs 81/08 TESTO UNICO SICUREZZA IN AZIENDA 1) Nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (Art.17 comma1 let. a) 2) Redazione del Documento di Valutazione dei Rischi(Art.17 comma1 let. a), art.28); 3) Nomina del medico competente nei casi previsti dal D.Lgs 9/04/08 N£81 (Art. 18 comma 1 lett. a), Art. 41); 4) Designazione degli A.S.P.P. (Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione); 5) Designazione o elezione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (Art. 47); 6) Informazione dei lavoratori (Art. 18 comma 1 lett. l), Art. 36 ); 7) Formazione generale dei lavoratori (Art. 18 comma 1 lett. l), Art. 37 ); 8) Formazione particolare dei lavoratori (Art. 45 e 46), - D.M. 10/03/98 - Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza. (corso per rischio di incendio medio ore 8) - D.M. 15/07/03 n£ 388- Formazione degli addetti all’attività di salvataggio, di pronto soccorso e gestione dell’emergenza. (corso pronto soccorso ore 12) 9) Consegna ai lavoratori di necessari ed idonei Dispositivi di Protezione. Individuale (Art. 18 comma 1 lett. d) – Requisiti D.P.I. ( Titolo III Capo II ); 10) Designazione preventiva dei lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di pronto soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza (Art. 18 comma 1 lett. b); - produrre elenco dipendenti aggiornato designati come figure sensibili; 11) Registro nel quale sono annotati cronologicamente i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l’informazione e la formazione del personale, relativamente alle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (D.P.R. 37/98 Art. 5); 12) Elenco delle imprese appaltatrici e dei lavoratori autonomi impiegati nei luoghi di lavoro del supermercato e documentazione attestante la verifica dell’idoneità degli stessi, l’avvenuta informazione sui rischi presenti nei luoghi di lavoro e l’attuazione delle misure di prevenzione, protezione e coordinamento degli interventi (Art. 26 comma 3); 13) Elenco aggiornato delle attrezzature impiegate nel supermercato e relativa documentazione attestante la conformità alle disposizioni e requisiti di legge (Art. 70 All. V e VI). 14) Misure di tipo tecnico ed organizzativo programmate ed elenco aggiornato delle attrezzature ed impianti antincendio impiegati nei luogji di lavoro(Art.46) – Piano delle Emergenze (D.M. 10/03/98); 15) Misure di tipo tecnico ed organizzativo programmate ed elenco aggiornato delle attrezzature per interventi di pronto soccorso impiegati nei luoghi di lavoro ( Art. 45 ) – Piano delle Emergenze (D.M. 10/03/98); 16) Valutazione rischio incendio (D.M. 10/03/98); 17) Protezione dei rischi connessi all’esposizione all’amianto ( Titolo IX Capo III – D.M. 06/09/94 ); 18) Valutazione rischio movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI ); 19) Valutazione del rischio per l’uso di attrezzature munite di videoterminali (Titolo VII); 20) Valutazione rischio chimico (Titolo IX Capo I, D.Lg 25/02); 21) Valutazione rischio biologico (Titolo X); 22) Valutazione dei rischi per le lavoratrici gestanti e puerpere(D.Lg 151/01); 23) Valutazione rischio vibrazione (Titolo VIII Capo III); 24) Valutazione del rumore durante il lavoro ( Titolo VII Capo II ); 25) Valutazione Rischio Radon (D.Lgs 26 maggio 2000 n£ 241) 26) Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione ai campi elettromagnetici (titolo VIII Capo IV) 27) Comunicazione all’INAIL, o all’ISPEMA, in relazione alle rispettive competenze, a fini statistici e informativi, i dati relativi agli infortuni sul lavoro che comportino un assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento e, a fini assicurativi, le informazioni relative agli infortuni sul lavoro che comportino un assenza dal lavoro superiore a tre giorni (Art. 18 comma 1 lett.r); 28) Tesserino di riconoscimento per attività in regime di appalto o subappalto (Art. 18 comma 1 lett.u); 29) Convocazione annuale della riunione periodica (Art.35); 30) Comunicazione annuale all’INAIL del nominativo del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (Art. 18 comma 1 lett.aa) 31) Denuncie e verifiche di impianti di messa a terra (DPR 462/01) 32) Denuncie e verifiche di impianti di protezione contro le scariche atmosferiche (DPR 462/01); 33) Dichiarazioni di conformità o certificazioni di adeguamento degli impianti elettrici (DM 37/08); 34) Dichiarazioni di conformità o certificazioni di adeguamento degli impianti termici (copia documentazione caldaia); 35) Certificato di prevenzione incendi (CPI), per attività soggette (DM 16/02/82: caldaie > 100,000Kcal, supermercati > 400 mq ecc…, Scuola > 100 persone presnti; 36) Documentazione attestante la regolarità degli apparecchi di sollevamento SPIEGAZIONI ADEMPIMENTI: 1)Il Datore di Lavoro designa nell’azienda il R.S.P.P. (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. I compiti del R.S.P.P. sono descritti nell’art. 33. Il Datore di Lavoro in base all’art. 34 può svolgere direttamente il ruolo di R.S.P.P. a patto che abbia frequentato idoneo corso di formazione (da 16 a 48 ore in base alla natura dei rischi). I contenuti del corso di formazione sono descritti nel D.M. 16/01/97 art. 3. Il R.S.P.P. può essere nominato anche internamente o esternamente all’azienda, deve avere i requisiti definiti dall’art. 32 ed aver frequentato un idoneo corso di formazione di cui all’accordo stato regione del 23 giugno 2003 n£ 195 (modulo A di ore 28 + modulo B che varia da 12 a 68 ore in base al settore merceologico e modulo C di ore 24). 3)Il medico competente deve essere in possesso dei requisiti di cui all’ Art. 38. La nomina del medico competente scaturisce da una corretta valutazione dei rischi come previsto dall’Art.41, ad esempio nel caso in cui sono presenti lavoratori addetti al magazzino sottoporli a sorveglianza sanitaria con periodicità annuale. 4)L’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione è nominato dal Datore di lavoro in forma scritta; i suoi compiti principali sono di supporto al Datore di lavoro nell’espletamento delle pratiche legate alla sicurezza e igiene del posto di lavoro, di collegamento con il Servizio di Prevenzione e Protezione centrale, e di primo contatto con il personale per la risoluzione di problemi sul posto. Nel caso in cui il Datore di lavoro non nomini un ASPP, i compiti dell’Addetto dovranno essere svolti dal Datore di lavoro stesso. L’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione nel caso in cui venga nominato deve svolgere un corso di formazione di cui all’accordo stato regione del 23 giugno 2003 n£ 195 (modulo A di ore 28 + modulo B che varia da 12 a 68 ore in base al settore merceologico). 5)L’art. 47 descrive le modalità di designazione e le attribuzioni del R.L.S. Nelle aziende con più di 15 dipendenti come prescrive l’art. 47 il rappresentante per la sicurezza è eletto o designato dai lavoratori nell#ambito delle rappresentanze sindacali in azienda. In assenza di tali rappresentanze, è eletto dai lavoratori dell#azienda al loro interno. In ogni caso il numero minimo dei rappresentanti è il seguente: a) un rappresentante nelle aziende ovvero unità produttive sino a duecento dipendenti; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da duecentouno a mille dipendenti; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende ovvero unità produttive oltre i mille lavoratori. Il o i R.L.S. nominati dovranno svolgere una formazione specifica di cui all’art. 37 comma 11 (corso di ore 32). La contrattazione collettiva nazionale disciplina il contenuto della formazione, la periodicità e la durata degli aggiornamenti. Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; b) e# consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unita# produttiva; c) e# consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attivita# di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente; d) e# consultato in merito all#organizzazione della formazione di cui all#articolo 37; e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonche# quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali; f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall#articolo 37; h) promuove l#elaborazione, l#individuazione e l#attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l#integrita# fisica dei lavoratori; i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorita# competenti, dalle quali e#, di norma sentito; l) partecipa alla riunione periodica di cui all#articolo 35; m) fa proposte in merito alla attivita# di prevenzione; n) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attivita#; o) puo# fare ricorso alle autorita# competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro. 6-7) Formazione, Informazione e addestramento •L’informazione viene effettuata: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attivita# della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l#evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46 (addetti alle emergenze); d) sui rischi specifici cui e# esposto in relazione all#attivita# svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia; e) sui pericoli connessi all#uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede dei dati di sicurezza previste dalla normativa vigente e dalle norme di buona tecnica; f) sulle misure e le attivita# di protezione e prevenzione adottate. L’ informazione viene effettuata anche ai lavoratori a domicilio. •La formazione va effettuata con particolare riferimento a: a) concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; b) rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell#azienda. La formazione e, ove previsto, l#addestramento specifico devono avvenire in occasione: a) della costituzione del rapporto di lavoro o dell#inizio dell#utilizzazione qualora si tratti di somministrazione di lavoro; b) del trasferimento o cambiamento di mansioni; c) della introduzione di nuove attrezzature di lavoro o di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. d) deve essere periodicamente ripetuta in relazione all’evoluzione dei rischi o all’insorgenza di nuovi rischi. •L#addestramento viene effettuato da persona esperta e sul luogo di lavoro. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici di cui all#articolo 50 ove presenti, durante l#orario di lavoro e non puo# comportare oneri economici a carico dei lavoratori. Le competenze acquisite a seguito dello svolgimento delle attivita# di formazione di cui al presente decreto sono registrate nel libretto formativo del cittadino di cui all#articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni. Il contenuto del libretto formativo e# considerato dal datore di lavoro ai fini della programmazione della formazione e di esso gli organi di vigilanza tengono conto ai fini della verifica degli obblighi di cui al presente decreto. 8) Formazione particolare dei lavoratori Periodicità aggiornamento corso antincendio si consiglia ogni 4 anni, Periodicità aggiornamento corso pronto soccorso obbligatorio ogni 3 anni. 12)L’art. 26 specifica: 1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento dei lavori all#impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all#interno della propria azienda, o di una singola unita# produttiva della stessa, nonche# nell#ambito dell#intero ciclo produttivo dell#azienda medesima: a) verifica, con le modalita# previste dal decreto di cui all#articolo 6, comma 8, lettera g), l#idoneita# tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi in relazione ai lavori da affidare in appalto o mediante contratto d#opera o di somministrazione. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo che precede, la verifica e# eseguita attraverso le seguenti modalita#: 1) acquisizione del certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria e artigianato; 2) acquisizione dell#autocertificazione dell#impresa appaltatrice o dei lavoratori autonomi del possesso dei requisiti di idoneita# tecnico professionale, ai sensi dell#articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2000, n. 445; b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell#ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attivita#. 2. Nell#ipotesi di cui al comma 1, i datori di lavoro, ivi compresi i subappaltatori: a) cooperano all#attuazione delle misure di prevenzione e protezione dai rischi sul lavoro incidenti sull#attivita# lavorativa oggetto dell#appalto; b) coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dai rischi cui sono esposti i lavoratori, informandosi reciprocamente anche al fine di eliminare rischi dovuti alle interferenze tra i lavori delle diverse imprese coinvolte nell#esecuzione dell#opera complessiva. 3. Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento di cui al comma 2, elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o, ove cio# non e# possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento e# allegato al contratto di appalto o di opera. Ai contratti stipulati anteriormente al 25 agosto 2007 ed ancora in corso alla data del 31 dicembre 2008, il documento di cui al precedente periodo deve essere allegato entro tale ultima data. Le disposizioni del presente comma non si applicano ai rischi specifici propri dell#attivita# delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi. 4. Ferme restando le disposizioni di legge vigenti in materia di responsabilita# solidale per il mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali e assicurativi, l#imprenditore committente risponde in solido con l#appaltatore, nonche# con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore, dipendente dall#appaltatore o dal subappaltatore, non risulti indennizzato ad opera dell#Istituto nazionale per l#assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) o dell#Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA). Le disposizioni del presente comma non si applicano ai danni conseguenza dei rischi specifici propri dell#attivita# delle imprese appaltatrici o subappaltatrici. 5. Nei singoli contratti di subappalto, di appalto e di somministrazione, anche qualora in essere al momento della data di entrata in vigore del presente decreto, di cui agli articoli 1559, ad esclusione dei contratti di somministrazione di beni e servizi essenziali, 1655, 1656 e 1677 del codice civile, devono essere specificamente indicati a pena di nullita# ai sensi dell#articolo 1418 del codice civile i costi relativi alla sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico appalto. Con riferimento ai contratti di cui al precedente periodo stipulati prima del 25 agosto 2007 i costi della sicurezza del lavoro devono essere indicati entro il 31 dicembre 2008, qualora gli stessi contratti siano ancora in corso a tale data. A tali dati possono accedere, su richiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente piu# rappresentative a livello nazionale. 14 -15) Il “Piano di gestione delle emergenze ed evacuazione è l#insieme delle misure straordinarie e delle azioni da attuare al fine di fronteggiare e ridurre i danni derivanti da eventi pericolosi per la salute dei lavoratori e di terzi. Il Piano di gestione delle emergenze ed evacuazione: •stabilisce le azioni che devono essere attuate dagli Incaricati componenti la Squadra di emergenza nella fase di vigilanza e nei diversi scenari che possono determinare una situazione di emergenza; •indica i comportamenti che devono essere tenuti dal personale ed ospiti presenti nel sito ove venga lanciato un allarme di emergenza e ove venga ordinata l’evacuazione del sito; •viene redatto ed aggiornato secondo quanto prevede la normativa di Igiene e Sicurezza del Lavoro; •è corredato da planimetrie con specifiche “legende” del sito; Nel piano di gestione delle emergenze vengono descritte gli scenari di emergenza prevedibili come segnalazione d’emergenza, principio d’incendio, incendio già sviluppato, incendio in rapida estensione, infortunio sul lavoro, terremoto, minaccia di attentato, allagamento del sito, minaccia di collasso di strutture e fuori servizio di macchine ed impianti e gli scenari di emergenza previsti come scenari di emergenza incendio, terremoto, sversamento, fughe di gas, attentato, infortuni ed allagamento. 17) In ambito di valutazione del rischio amianto viene effettuato un sopralluogo sulle strutture per identificare la presenza di materiale contenente amianto ( ad esempio coperture in cemento-amianto, canne fumarie, serbatoi dell’acqua..etc ) in caso di esito posotivo va nominato un Responsabile Rischio Amianto, in possesso dei requisiti previsti dalla L. 257 del 27/03/92, del DM 06/09/94 e di leggi regionali specifiche, che si occuperà di redigere un apposita valutazione. 19) Il videoterminalista è colui che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di cui all’art. 175. Tale articolo recita: 1. Il lavoratore, ha diritto ad una interruzione della sua attivita# mediante pause ovvero cambiamento di attivita#. 2. Le modalita# di tali interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva anche aziendale. 3. In assenza di una disposizione contrattuale riguardante l#interruzione di cui al comma 1, il lavoratore comunque ha diritto ad una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di applicazione continuativa al videoterminale. 4. Le modalita# e la durata delle interruzioni possono essere stabilite temporaneamente a livello individuale ove il medico competente ne evidenzi la necessità. 5. E# comunque esclusa la cumulabilità delle interruzioni all#inizio ed al termine dell#orario di lavoro. 6. Nel computo dei tempi di interruzione non sono compresi i tempi di attesa della risposta da parte del sistema elettronico, che sono considerati, a tutti gli effetti, tempo di lavoro, ove il lavoratore non possa abbandonare il posto di lavoro. 7. La pausa e# considerata a tutti gli effetti parte integrante dell#orario di lavoro e, come tale, non e# riassorbibile all#interno di accordi che prevedono la riduzione dell#orario complessivo di lavoro. I lavoratori sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria di cui all#articolo 41, con particolare riferimento: a) ai rischi per la vista e per gli occhi; b) ai rischi per l#apparato muscolo-scheletrico. Salvi i casi particolari che richiedono una frequenza diversa stabilita dal medico competente, la periodicità delle visite di controllo e# biennale per i lavoratori classificati come idonei con prescrizioni o limitazioni e per i lavoratori che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di eta#; quinquennale negli altri casi. 23) Il datore di lavoro valuta l#esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare: a) il livello, il tipo e la durata dell#esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a rumore impulsivo; b) i valori limite di esposizione e i valori di azione di cui all#articolo 189; c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori; d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza dei lavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse con l#attivita# svolta e fra rumore e vibrazioni; e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti da interazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati al fine di ridurre il rischio di infortuni; f) le informazioni sull#emissione di rumore fornite dai costruttori dell#attrezzatura di lavoro in conformita# alle vigenti disposizioni in materia; g) l#esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre l#emissione di rumore; h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre l#orario di lavoro normale, in locali di cui e# responsabile; i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica; l) la disponibilita# di dispositivi di protezione dell#udito con adeguate caratteristiche di attenuazione. Se, a seguito della valutazione il Datore di lavoro, puo# fondatamente ritenersi che i valori inferiori di azione 80(dBa) possono essere superati, il datore di lavoro misura i livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati nel documento di valutazione. 24) Il datore di lavoro valuta e, quando necessario, misura, i livelli di vibrazioni meccaniche cui i lavoratori sono esposti. Il livello di esposizione alle vibrazioni meccaniche puo# essere valutato mediante l#osservazione delle condizioni di lavoro specifiche e il riferimento ad appropriate informazioni sulla probabile entita# delle vibrazioni per le attrezzature o i tipi di attrezzature nelle particolari condizioni di uso reperibili presso banche dati dell#ISPESL o delle regioni o, in loro assenza, dalle informazioni fornite in materia dal costruttore delle attrezzature. Ai fini della valutazione il datore di lavoro tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi: a) il livello, il tipo e la durata dell#esposizione, ivi inclusa ogni esposizione a vibrazioni intermittenti o a urti ripetuti; b) i valori limite di esposizione e i valori d#azione specificati nell#articolo 201; c) gli eventuali effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmente sensibili al rischio con particolare riferimento alle donne in gravidanza e ai minori; d) gli eventuali effetti indiretti sulla sicurezza e salute dei lavoratori risultanti da interazioni tra le vibrazioni meccaniche, il rumore e l#ambiente di lavoro o altre attrezzature; e) le informazioni fornite dal costruttore dell#attrezzatura di lavoro; f) l#esistenza di attrezzature alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione alle vibrazioni meccaniche; g) il prolungamento del periodo di esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero al di la# delle ore lavorative, in locali di cui e# responsabile; h) condizioni di lavoro particolari, come le basse temperature, il bagnato, l#elevata umidita# o il sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e del rachide; i) informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria, comprese, per quanto possibile, quelle reperibili nella letteratura scientifica. 25) Il Radon è un gas che si sviluppa in locali interrati. Le linee guida per le misure di concentrazione di radon in aria nei luoghi di lavoro sotterranei redatte dalla conferenza permanente Stato - Regioni ci sottolineano che per locale sotterraneo si intende un locale o ambiente di lavoro con almeno tre pareti interamente sotto il piano di campagna, indipendentemente dal fatto che queste siano a diretto contatto con il terreno circostante o meno. Per decidere in quali locali o ambienti sotterranei di uno stesso edificio effettuare le misure di concentrazione di radon, bisogna tenere conto del fatto che le misure devono essere pianificate in modo da essere rappresentative dell’esposizione del personale. Perciò in linea di massima le misure non dovranno essere condotte in locali che non siano occupati con continuità dai lavoratori, come per esempio i locali di servizio, gli spogliatoi e gli ambienti di passaggio come i corridoi. Altri ambienti come i magazzini, nei quali il personale entra senza occupare una vera e propria postazione di lavoro, ma che rimangono chiusi a lungo, non dovranno essere sottoposti a misura a meno che il personale nel suo complesso non vi trascorra una frazione di tempo significativa, che viene indicativamente fissata in 10 ore al mese. Le misure se effettuate dovranno essere fatte per ogni locale fisicamente separato; il risultato della media annuale del singolo locale dovrà essere confrontato con il livello di azione di 500 Bq/m Le linee guida ci specificano nel dettaglio la numerosità delle misure; per locali separati di piccole dimensioni (inferiori a 50 m) una misura in ciascun locale, per ambienti di medie dimensioni una misura ogni 100 mq. di superficie. I dosimetri impiegasti per effettuare le misure di radon dovranno essere posizionati ad un altezza compresa fra circa 1 e 3 metri, in un’area lontana dalle fonti di calore e di ricambio d’aria.