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Rifiuti nei cantieri edili.

Compiti del Coordinatore sicurezza. I compiti e le responsabilità del Coordinatore per la sicurezza (ex D.Lgs. 494/1996 e succ. mod.- TITOLO IV D.LGS 81/08 e ss.mm.) Nell#ambito degli adempimenti che le imprese sono tenute a compiere nel rispetto delle norme di igiene e sicurezza del lavoro, le imprese edili spesso trascurano di valutare il rischio connesso con l#azione inquinante legato agli scarti delle lavorazioni (oli disarmanti, lubrificanti, solventi, vernici, acidi per il lavaggio delle facciate, ecc.) ed alle macerie di demolizione. Sebbene infatti le macerie rappresentino di regola un rifiuto inerte a basso rischio, i cantieri contemporanei trascurano le problematiche indotte dall#ingresso massiccio della chimica nei materiali e nelle lavorazioni edili. La diretta conseguenza di questo atteggiamento è l# accadimento di incidenti ed infortuni legati ad una gestione poco accorta del problema rifiuti, situazione che sicuramente maturerà in una triste statistica di malattie professionali quando tra qualche anno si potranno avvertire i primi effetti delle cattive abitudini di comportamento, che inducono i lavoratori a trascurare superficialmente il contatto con molte sostanze oggi presenti nei cantieri. È chiaro che i rischi possono essere più o meno presenti ed evidenti a seconda dei tipi di rifiuto trattati e delle operazioni svolte giornalmente, tuttavia generalmente i lavoratori preposti alla gestione dei rifiuti e dei rifiuti pericolosi di cantiere sono esposti ai seguenti rischi: •Polveri; •Esposizione ad agenti chimici; •Rischi biologici; •Rumore; •Rilascio di vapori e/o contatto con sostanze tossiche; •Carenza di ossigeno; •Incendio ed esplosione con rischio di inalazione di prodotti provenienti dalla combustione; •Infortuni legati ad operazioni di movimentazione manuale o meccanica, cadute, scivolamenti, ecc.; •Infortuni dovuti al contatto con i prodotti (tagli, abrasioni, contusioni, ecc.); •Esposizione ad agenti atmosferici. Non è poi da sottovalutare il rischio di un possibile assorbimento per via cutanea di sostanze tossiche in seguito, per lo più, ad inosservanze delle più elementari norme igieniche o all#inadempienza delle misure di protezione individuale. Sono infatti da imputare a queste cause i rischi legati a possibile contatto con sostanze corrosive quali acidi ed alcali forti o altre sostanze irritanti o allergiche. Particolarmente rischiosa è infine la pessima abitudine di bruciare con fuochi improvvisati di cantiere i rifiuti e le scorie più disparati. Questa azione, da molti considerata innocua, oltre che inquinare gravemente l#ambiente con fumi acri, rappresenta un grave rischio per i lavoratori nelle immediate vicinanze non essendo affatto improbabile che la combustione di questi materiali possa liberare sostanze assai pericolose per l#uomo come: •Diossine (per es. dalla combustione di PVC); •Policlorodibenzodiossine (PCDD); •Policlorodibenzofurani (PCDF); •Ossidi di azoto (Nox); •Anidride solforosa (S02); •Anidride carbonica (C02); •Ossido di carbonio; •Aldeide formica; •Ceneri inerti; •Idrocarburi policiclici aromatici; •Prodotti da combustione di metalli tossici (Pb, Ar, Ba, Be, Hg, Ni, Cd, Zn). Va comunque detto che spesso insorgono condizioni di difficile valutazione in quanto non si è a conoscenza dell#esatta composizione dei rifiuti che si vengono a creare in cantiere, nel susseguirsi delle lavorazioni. Sebbene spesso i rifiuti edili non rappresentino un rischio particolarmente elevato, è comunque buona norma operare una valutazione del rischio per poter cogliere la dimensione del problema. Anche in questo caso il legislatore non ha fornito un documento guida applicabile specificatamente per il rischio rifiuti, ma possiamo, come già abbiamo fatto in altre circostanze, appropriarci di quegli strumenti creati per analizzare il rischio legato alle sostanze pericolose in genere. All#interno del D.Lgs. 3 febbraio 1997, n. 52, più volte citato infatti, l#intero capo Iv è dedicato alla valutazione del rischio per l#uomo e per l#ambiente durante la manipolazione di sostanze pericolose. Evidentemente questa procedura è spesso troppo onerosa rispetto al reale rischio riscontrabile in cantiere, tuttavia è opportuno conoscerne i principi ispiratori per poter applicare lo strumento di valutazione in quei casi che lo richiedano. Si consideri poi che questo decreto è anche ricco di altri strumenti per il contenimento del rischio, infatti il legislatore si è premurato di fornire un elenco di "frasi di rischio" concepite per descrivere sinteticamente il pericolo rappresentato dalle diverse sostanze, e un elenco di "consigli di prudenza" strettamente collegato con le frasi di rischio e concepito per fornire le informazioni base sul comportamento da avere in presenza di un pericolo indotto da un materiale o da una sostanza, siano essi rifiuti, scarti, scorie o materie prime. Per concludere, è possibile elencare le misure minime di prevenzione e protezione per i lavoratori esposti al rischio indotto dalla gestione dei rifiuti di un cantiere edile: •Rispetto dell#ordine e della pulizia; •Chiarezza nei tracciati di viabilità interna al cantiere; •Stoccaggio differenziato dei rifiuti incompatibile; •Stoccaggio con metodi che prevengano formazione di polveri; •Utilizzo di bacini di contenimento di idonea capacità; •Utilizzo di segnaletica di sicurezza; •Predisposizione di mezzi antincendio; •Predisposizione e uso corretto dei Dispositivi di Protezione Individuale (tute, scarpe, guanti, maschere); •Addestramento del personale alle mansioni cui è preposto; •Informazione dei lavoratori.